Il Palio degli Asini di Cameri e i suoi rioni

Un tuffo nel passato, quando Cameri viveva di agricoltura e gli asini erano compagni di vita e di lavoro dell’uomo. Un momento importante per ripercorrere le origini del Palio e tornare al 1947, quando i cameresi organizzarono in fretta e furia una corsa degli asini per festeggiare, durante la Festa Patronale, anche la fine della seconda guerra mondiale. Un’occasione preziosa per ricordare le proprie radici e ritrovarsi come comunità. Tutto questo è il Palio di Cameri, che ogni anno a settembre vede i suoi quattro rioni sfidarsi in una seguitissima gara di velocità lungo le vie del centro storico.

I rioni del Palio di Cameri

Fin dalla sua origine nel 1947, la corsa degli asini fu anche una sfida tra i rioni, che allora erano principalmente due: Santa Maria, ossia la parte occidentale di Cameri, e Da Cört, ossia la parte orientale. I due rioni si incontravano in piazza e il loro confine era una linea immaginaria che andava dal municipio al campanile.

Oggi invece a sfidarsi nella corsa degli asini non sono più due ma quattro rioni: Aquila, Cavallo, Pantera e Serpente. Questi rioni non hanno uno stretto legame con quelli del passato ma vennero pensati dall’artista Enzo Rossi da Civita, che a partire dal 1987 ricevette l’incarico di rinnovare le celebrazioni laiche della Festa Patronale. La struttura attuale del Palio di Cameri risale proprio al 1987. Enzo Rossi modellò anche la scultura bronzea del Palio, che raffigura tutto ciò che appartiene alla storia di Cameri: dal telaio agli aerei, dalla stalla agli alambicchi, dalle spighe al campanile.

I quattro rioni di Cameri

La suddivisione di Cameri in quattro rioni è opera del pittore e scultore Enzo Rossi da Civita, che dal 1987 al 1992 diresse l’organizzazione delle celebrazioni laiche della Festa Patronale. Per ogni rione egli scelse il nome, il simbolo, i colori, il vessillo e i costumi dei figuranti che ancora oggi sfilano in corteo poco prima della corsa degli asini. I quattro rioni si incontrano in piazza Dante, i cui lati durante la Festa Patronale sono dedicati ognuno a un rione.

Il rione Aquila, il cui simbolo ricorda la forza del volo, ha per colori il celeste e l’arancione e si estende da piazza Dante verso via Baracca e l’abitato di Bellinzago Novarese. Giallo e nero sono invece i colori del rione Cavallo, che da piazza Dante va verso via Novara e il cui simbolo richiama l’energia dei giovani. C’è poi il rione Pantera, dai colori giallo e viola, il cui simbolo evoca l’orgoglio e che da piazza Dante va verso via Matteotti. Il rione Serpente, il cui simbolo richiama la terra e l’agricoltura, è infine caratterizzato dai colori rosso e blu e si estende nella zona che da piazza Dante porta in via Cavour e verso l’abitato di Galliate.

Come si svolge il Palio degli Asini?

Nel Palio degli Asini gareggiano tre asini per rione con i relativi fantini e questa originale gara di velocità parte da piazza Dante, si snoda lungo le vie del centro storico per tre giri consecutivi e si conclude di nuovo in piazza Dante. Il pubblico si può disporre in piazza o lungo il percorso, e durante la gara vengono rilevate le posizioni parziali, comunicate agli spettatori in tempo reale, in attesa della proclamazione del vincitore e della sua premiazione. Il Palio è preceduto da un coloratissimo corteo in cui i figuranti con i costumi dei quattro rioni sfilano lungo le vie del centro storico accompagnati dalla banda.

Il Palio degli Asini di Cameri e le vittorie dei rioni

L’ultima edizione del Palio, disputata nel pomeriggio di lunedì 11 settembre 2017, è stata vinta dal rione Cavallo, vincitore anche delle edizioni 2015 e 2016. Il rione che si è aggiudicato negli anni più vittorie è invece il rione Serpente, con 11 vittorie. Seguono il rione Aquila con 8 vittorie e i rioni Pantera e Cavallo entrambi con 6 vittorie. Ecco l’Albo d’Oro con le vittorie dei quattro rioni.

Vuoi saperne di più?

Se vuoi saperne di più, ti invito a leggere Il Palio degli Asini di Cameri. E se questi articoli ti sono piaciuti, condividili sui social! Un grazie speciale a Carlo Sguazzini, Gianpaolo Bardella e Stefano Strazzacappa per le loro bellissime foto!

Tiziana Gilardi
Editor freelance per l’editoria e web editor. Adoro trasformare un testo in un buon testo rendendolo chiaro, efficace e in sintonia con la grafica. E naturalmente senza l’ombra di un refuso. La mia mission: eliminare qualsiasi ostacolo tra il testo e la mente dei lettori e diffondere a piene mani il piacere di leggere.
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