L’Epifania e la festa della Befana

Il giorno del 6 gennaio è dedicato a una duplice festa: l’Epifania, festività cristiana e civile, e la festa della Befana, figura folcloristica famosa in Italia ma meno conosciuta nel resto del mondo. Ecco la loro storia e ciò che simboleggiano.

L’Epifania e il suo significato

L’Epifania è una festività cristiana e civile, viene celebrata dodici giorni dopo il Natale (appunto, il 6 gennaio) e ricorda la visita dei Magi a Gesù Bambino. Il termine “Epifania” deriva dal greco e significa “manifestazione”: presso gli antichi Greci indicava la manifestazione (attraverso prodigi o altri segni) di una qualsiasi divinità, mentre a partire dal III secolo i cristiani associarono il termine alle principali manifestazioni dell’identità di Gesù Cristo: l’adorazione dei Magi, il battesimo nel fiume Giordano, il primo miracolo alle nozze di Cana.

Il Vangelo di Matteo è la principale fonte canonica che descrive l’episodio: i Magi giunsero da Oriente a Betlemme per adorare Gesù Bambino, riconosciuto da loro come “re dei Giudei”, e gli portarono in dono oro, incenso e mirra.

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Chi erano i Magi?

Il termine “Magi” era un titolo riferito ai sacerdoti dello zoroastrismo (antica religione asiatica) e indicava personalità sagge, importanti e autorevoli (non necessariamente re). L’importanza dell’episodio per i cristiani sta nel fatto che i Magi furono le prime autorevoli personalità pagane, totalmente estranee al mondo ebraico, a riconoscere la straordinarietà di Gesù e ad adorarlo.

Il numero dei Magi, a seconda delle fonti, varia da due a dodici (il Vangelo di Matteo parla di “alcuni Magi”) e fu papa Leone I Magno, intorno al 450 d.C., a fissarne il numero a tre sulla base dei tre doni offerti a Gesù Bambino. In base ad altre fonti, si stabilirono poi i loro nomi in Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

La Befana e la sua storia

La Befana è una figura folcloristica famosa in Italia ma meno conosciuta nel resto del mondo e il suo nome è una corruzione lessicale di “Epifania”. La sua origine sembra legata ad antichissimi riti propiziatori – connessi ai cicli stagionali dell’agricoltura – che celebravano la morte della natura e la sua successiva rinascita.

I Romani credevano che, in tali occasioni, delle figure femminili volassero sui campi per propiziare la fertilità dei futuri raccolti e sembra derivare da qui il mito della figura femminile benefica che si sposta volando e che regala qualcosa di propiziatorio per il futuro (in origine la fertilità dei campi, in seguito i dolci).

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L’aspetto della Befana

L’aspetto da vecchia sarebbe una raffigurazione simbolica dell’anno vecchio, mentre la scopa sarebbe simbolo della purificazione in previsione della rinascita della natura e dell’inizio di una nuova stagione. Il carbone ricorderebbe infine i falò con cui un tempo (e ancora oggi in alcune zone d’Italia ma non solo) si bruciava qualcosa di vecchio come segno propiziatorio per il futuro. Nel corso dei secoli, su questa figura sono nate moltissime leggende, ma in tutte la Befana si presenta come una donna vecchia e brutta ma buona e generosa.

Qualche lettura per i più piccoli sulla Befana

La Befana è soprattutto la festa dei bambini e se state cercando qualche lettura per loro vi suggerisco l’intramontabile Gianni Rodari. Qualche esempio? Le filastrocche Alla befana e Voglio fare un regalo alla Befana e i racconti La scopa… e la Befana e La bottega della Befana. Buona lettura!

Tiziana Gilardi
Editor freelance per l’editoria e web editor. Adoro trasformare un testo in un buon testo rendendolo chiaro, efficace e in sintonia con la grafica. E naturalmente senza l’ombra di un refuso. La mia mission: eliminare qualsiasi ostacolo tra il testo e la mente dei lettori e diffondere a piene mani il piacere di leggere.
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