Perché il 25 aprile è la Festa della Liberazione?

La festa nazionale del 25 aprile, detta anche Festa della Liberazione e Anniversario della Resistenza, ricorda la vittoria delle forze partigiane sull’occupazione nazista e sul governo fascista della Repubblica Sociale Italiana. Il movimento della Resistenza partigiana, che durante la seconda guerra mondiale lottò contro l’occupazione nazifascista, fu attivo tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e come data simbolo della sua vittoria venne scelto il 25 aprile 1945, giorno in cui i partigiani liberarono la città di Milano.

Che cosa accadde il 25 aprile 1945?

Il 25 aprile 1945, alle 8 del mattino, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) il cui comando aveva sede a Milano proclamò l’insurrezione delle forze partigiane in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. Le forze partigiane attaccarono così i presìdi fascisti e tedeschi imponendo la resa, e parallelamente il CLNAI assunse il potere “in nome del popolo italiano”. Quel giorno, con Benito Mussolini ancora in città, Milano fu liberata e da lì al 1° maggio 1945 venne liberata anche tutta l’Italia settentrionale e si mise fine a vent’anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra.

25 aprile 1945, data simbolo per la fine della guerra

Oltre a simboleggiare la fine dell’occupazione nazifascista dell’Italia, il 25 aprile 1945 rappresenta anche il simbolo della fine della seconda guerra mondiale. Quel giorno segnò infatti il culmine della fase militare della Resistenza partigiana e l’avvio della fase di governo che portò al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta tra monarchia e repubblica, quindi alla nascita della Repubblica Italiana e alla stesura della Costituzione. Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste, si ebbe con la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945.

25 aprile: da quando è festa nazionale?

Il 25 aprile fu dichiarato festa nazionale nel 1946 con un decreto legislativo che ne istituiva la ricorrenza solo per quell’anno, e divenne stabilmente festa nazionale nel 1949, con la legge 260. Da allora ogni anno in tutte le città italiane hanno luogo manifestazioni che ricordano il 25 aprile 1945 e le celebrazioni sono aperte a Roma dal Presidente della Repubblica, che depone una corona di alloro all’Altare della Patria.

Un libro per ricordare

Uomini e no di Elio Vittorini (1908-1966) è uno dei primissimi libri sulla Resistenza ed è stato scritto tra la primavera e l’autunno del 1944, quando la lotta per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo era ancora in corso. Il protagonista del romanzo è Enne 2, capo di un gruppo di partigiani di Milano e personaggio problematico, intellettuale, tormentato da tanti dubbi esistenziali. Uomini e no è un libro che invita a riflettere sul senso profondo del combattere e del morire, sul bene e sul male presenti contemporaneamente in ogni uomo. Il titolo Uomini e no sembra proprio alludere a quanto di umano e di non-umano ci sia in ognuno di noi.

A te la parola!

C’è un libro sul 25 aprile che ti ha particolarmente colpito? Scrivimi per raccontarmelo, ti aspetto nei commenti! E se hai trovato interessante questo articolo, condividilo sui social e facciamo rivivere insieme quello che fu uno dei giorni più importanti della storia d’Italia!

Tiziana Gilardi
Editor freelance per l’editoria e web editor. Adoro trasformare un testo in un buon testo rendendolo chiaro, efficace e in sintonia con la grafica. E naturalmente senza l’ombra di un refuso. La mia mission: eliminare qualsiasi ostacolo tra il testo e la mente dei lettori e diffondere a piene mani il piacere di leggere.
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Your Comments
  • DEL 25 APRILE NON ESISTE PIU NULLA . LACRIME DI COCCODRILLO DEI POLITICI DEL POPOLO ITALIANO O DI QUELLO CHE NE E’ RIMASTO

    • Ciao Giorgio, il 25 aprile 1945 è entrato nella storia d’Italia e sono d’accordo con te che la situazione di allora è decisamente cambiata. D’altra parte sono passati più di 70 anni. Sulle “lacrime di coccodrillo” concordo con te solo in parte: ci sono tanti politici (ma anche tanti cittadini comuni) che purtroppo mettono il bene privato davanti al bene pubblico, ma ci sono anche molti politici e cittadini onesti, che hanno piena consapevolezza del ruolo che svolgono. Ciao e buona giornata.
      Tiziana

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